Dic 20

arance Calabria

Dalla terra delle clementine (Piana di Sibari) un altro agrume eccellente: le arance calabresi.

 

Le arance, come tutti gli agrumi, arrivarono nel continente europeo più di 2000 anni fa. La mitologia racconta che erano custoditi nel meraviglioso giardino delle Esperidi, nella parte occidentale del mondo allora conosciuto, e furono portati via da Ercole, che compì la sua undicesima fatica, dopo aver ucciso il drago messo lì da Giunone a guardia dei dorati pomi.   Invece la terra di origine degli agrumi è l’oriente e le prime notizie, nel mondo greco/latino, ci arrivano da Teofrasto di Ereso nel IV secolo a. C. Furono gli arabi, intorno al X secolo, a dare nuovo impulso alla loro coltivazione, per uso medico e culinario. Infatti il termine “arancio,” in Italia, fu introdotto proprio dagli arabi e fu subito adottato dal lessico popolare. Queste arance però non erano quelle dolci, ma quelle amare. Le dolci furono introdotte dai portoghesi, portate dalla Cina e, per non confonderle con le altre, le chiamavano “arance del portogallo”, termine ancora oggi in uso nel dialetto meridionale.

Oggi la Calabria, insieme alla Sicilia, rappresenta il maggior produttore di arance in Italia con 636.476 tonnellate (31% del totale nazionale)

Dal punto di vista qualitativo questo prodotto trova in Calabria, e nella terra delle clementine della Piana di Sibari, ideali condizioni nella fertilità del terreno e nel clima che, dunque, costituiscono il vero segreto della unicità qualitativa delle arance di queste terre, caratterizzandosi  come uno dei migliori prodotti tipici calabresi

Forma rotonda molto consistente (diametro medio 35/40 cm), buccia più o meno spessa, la parte esterna è ricca di ghiandole contenenti olio essenziale; la parte interna, bianca e spugnosa, è detta albedo o midollo; la polpa è formata da spicchi il cui numero varia da 5 a 12. Essa è composta da cellule ingrossate a forma di un piccolo otre allungato a punta contenenti un succo acquoso più o meno dolce-acidulo, colorato e profumato.

Uso gastronomico. Fresco tal quale, spremuto, per fare marmellate, liquori, canditi, dolci, piatti tradizionali, confetture, caramelle, bibite, gelati, per l’industria farmaceutica e cosmetica, sono questi gli usi più conosciuti.Ma vi suggeriamo una vera “chicca d’uso”, originale della Piana di Sibari in particolare: 

L’INSALATA DI ARANCE 

Pelare a vivo il frutto e affettarlo. Salare, condire con un giro di olio e del pepe nero macinato Volendo si possono aggiungere anche delle olive nere al forno.

 La gastronomia calabrese, propone invero anche alcune  originali “variazioni sul tema”: come ad esempio la marmellata di arance piccante, vera unicità culinaria, da utilizzare, per singolari antipasti, su crostini, tortine, pane arrostito, formaggi in genere. Oppure per dare un tocco di originalità alle scaloppine di vitello, pollo o sulle carni lesse in genere (si pone,in tali casi, il prodotto a fine cottura). O mista con la ricotta, per guarnire salatini e pizzette da antipasto. O infine nell’uso dolciario, connotando il preparato di un sapore più “deciso”: crostate, torte, bocconotti ed altre delizie.

 Le arance sono anche una fonte significativa di acido folico e tiamina. I flavonoidi presenti nelle arance hanno potere terapeutico contro le allergie ed altre malattie infiammatorie. La tangeritina previene l’invasione dei tessuti da parte delle cellule cancerogene. La pectina è la più preziosa componente della fibra alimentare delle arance. Essa crea un appagante sensazione di sazietà ed è per questo che è adatta a chi pratica diete dimagranti o a chi vuole mantenere la propria linea con intelligenza, specie dopo le abbondanti scorpacciate delle festività natalizie. La pectina, inoltre, riesce a catturare gli acidi biliari intestinali, contribuendo a tenere al giusto livello il tasso di colesterolo nel sangue. In definitiva, tutti i componenti delle arance esplicano un’azione benefica per l’organismo umano. 

Anche per tale referenza il problema della filiera e del costo di trasporto è stato notevolmente risolto da alcuni siti di prodotti tipici calabresi, i quali hanno notevolmente accorciato il relativo iter, mediante un rapporto di intermediazione minimo: si è provveduto,cioè, a creare quasi un filo diretto produttore/consumatore mediato al minimo negli scambi, con conseguente abbattimento dei relativi costi. Tali portali, infatti, si riforniscono durante l’ottimale periodo di produzione (novembre/marzo) direttamente da agrumicoltori del luogo, ed in breve tempo consegnano al consumatore finale. Nessun problema, poi, per la relativa conservazione del prodotto, visto che (…se l’agrume è veramente fresco!!) non abbisogna di conservazione in frigo, ma può comodamente esser mantenuto sul balcone di casa: tanto, le temperature del periodo lo consentono!! 

 

Dic 12

 Nel magnifico scenario di un palazzo cinquecentesco nel cuore di Trastevere, si è svolto il convegno “Il bambino di oggi è l’uomo di domani”, promosso dall’Associazione FuturH@nd Onlus di Roma con il patrocinio dell’Assessorato alla Formazione della Regione Lazio, della Provincia di Roma e con gli auguri dell’on Silvia Costa assessore alla formazione della Regione Lazio, dell’on. Nicola Zingaretti presidente della Provincia di Roma, dell’on. Claudio Bucci presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio, dell’on Fabrizio Santori del consiglio comunale di Roma, dell’ing. Temistocle Sidoti presidente di FuturH@nd Onlus e del dr. Carmelo Cutuli presidente del Kiwanis International Roma Tevere.L’iniziativa volta a favorire una riflessione tra esperti del settore, in particolare sul delicato tema della “comunicazione adulto-bambino”, ha coinvolto un gran numero di partecipanti addetti al settore e non, che hanno seguito con molto interesse gli interventi dei relatori come quello dell’avvocato, psicologo e psicoterapeuta Franco Pastore, direttore scientifico della scuola di formazione in counseling di coppia e mediazione familiare MEDIARE. Se è vero” ha esordito lo specialista, “che anche i bambini sono dotati di libero arbitrio e possono utilizzare come credono ciò che accade loro, è pur vero che esistono comportamenti dei genitori capaci di influenzare negativamente la crescita psicologica dei figli; uno di questi è il conflitto di coppia, rispetto al quale non è importante in sé l’esistenza stessa del conflitto, ma il modo con il quale la coppia lo gestisce”. “Pastore, autore anche della recente pubblicazione “L’amore e il conflitto”, ha catturato l’attenzione dei presenti con alcuni efficaci esempi sulla litigiosità, affermando infine che “migliorare la qualità dei conflitti della coppia è il modo giusto per assicurare la crescita serena dei figli”.Secondo la psicologa e psicoterapeuta Gabriella Merenda, “la dimensione del tempo quando ascoltiamo i nostri figli è importantissima perché il tempo percepito dall’adulto è un orologio con le lancette impazzite che corrono all’infinito mentre quello del bambino è come una clessidra che ti obbliga a guardare verso di lei” e “il nostro compito non è quello di lanciare appelli ai genitori affinché trattino i loro figli in modo diverso da quello che è loro possibile, quanto piuttosto aiutare a risvegliare i sentimenti del bambino che è dentro ciascuno di noi”.In quanto al fenomeno del terzo millennio “la Rete delle reti”, lo psichiatra Tonino Cantelmi, primo in Italia ad avere identificato e studiato i disturbi psicologici provocati dall’abuso di Internet, afferma che “la psicopatologia è sbarcata in internet!” e che è chiaramente allarmante, in particolare, la pedopornografia on line reale-virtuale con 2.000 siti pedofili segnalati ogni mese da Telefono Arcobaleno di Don Fortunato Di Noto.“A volte dunque, capita che non riusciamo ad ascoltare i nostri figli e tutte le volte che ciò accade i nostri figli si rivolgono altrove” ha affermato Orietta Matteucci, segretario generale di FuturH@nd e quando l’altrove non è un amorevole nonno, i pericoli come abbiamo visto sono in agguato. È diventato pertanto quanto mai urgente (ri)scrivere il nostro futuro ed il 24 gennaio, con l’avvio  della prima fase del nostro progetto “Il bambino di oggi è l’uomo di domani”, nel corso della conferenza stampa illustreremo le modalità operative e l’incidenza della nostra azione sul territorio.Molto applaudita durante la serata di gala a conclusione dei lavori, la nota attrice Cloris Brosca che ha recitato con passione alcune poesie di Gianni Rodari scrittore e pedagogista italiano, specializzato in scrittura per ragazzi, mentre l’emergente tenore Antonio Nicolosi, dalle indubbie qualità vocali, ha allietato il folto e accreditato pubblico con alcuni brani d’opera. (Matt) Info: FuturH@nd Onlus tel/fax 06.3071552 – e.mail: info@futurhand.org - www.futurhand.orgPer sostenere il progetto: c/cp 55774152 - Cod. IBAN IT 58 Y076 0103 2000 0005 5774 152C.F. 07500621003 (P.S. I versamenti a richiesta sono detraibili fiscalmente)

Nov 27

Il libro bestseller in tutto il mondo finalmente in italiano edito da MyLifeEdizioni

I medici e i ricercatori di tutto il mondo sono interessati alle tecniche di guarigione “riconnettiva” del dr. Eric Pearl: guarigioni da patologie serie che sanno di miracoloso, attraverso un metodo ora rivelato al mondo in questo libro, finalmente approdato in Italia, esclusiva di MyLifeEdizioni.it.

Il libro è già disponibile all’acquisto online su MyLifeStore.it In occasione della sua pubblicazione puoi subito comprarlo scontato del 15%! E non solo, puoi avere già un assaggio del libro gustandoti il primo capitolo in versione digitale, scaricabile gratuitamente nella pagina del prodotto.

Il dr. Pearl sarà in Italia in Dicembre per conferenze stampa con i giornalisti, tornerà poi in primavera per incontrare il suo pubblico nelle conferenze aperte a tutti. MyLifeTV lo avrà ospite dei suoi studi televisivi il giorno 8 dicembre a Rimini: l’intervista sarà poi trasmessa gratuitamente online a beneficio di tutti, alla maniera di MyLife.

Nel Blog Backstage della webtv puoi lasciare le tue domande al dr. Pearl. MyLifeTV si fa sempre portavoce delle domande raccolte nel Blog a tutti i grandi formatori e personaggi ospiti dei suoi studi o dietro le quinte dei grandi eventi formativi, per poi proporre le risposte nei contributi video sul sito.

Nov 25

viverecon1.gif Le persone che vivono con un malato di Alzheimer o, in generale,  con un malato di demenza, e che  quindi, devono prestare loro l’assistenza necessaria, si trovano ad affrontare notevoli difficoltà pratiche, stress fisici e psicologici, senso di frustrazione e di abbandono. “Vivere con un malato di Alzheimer” è un manuale consultabile gratuitamente su internet all’indirizzo http://www.edifolini.com/eff/download/eff-alzvivere.html. Si tratta di un testo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità redatto in collaborazione con famigliari, parenti e conviventi di malati e arricchito da consigli di esperti e medici (tutti componenti dell’Alzheimer’s Desease International, ADI), utilizza un linguaggio chiaro e semplice in modo da essere facilmente comprensibile a tutti. E’ una completa fonte di consigli utili per sentirsi meno soli nel duro percorso della malattia.

Nov 5

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Sui banchi dei mercati ortofrutticoli si trovano molto facilmente, in autunno, le Clementine, ma raramente si svolge una approfondita analisi e ricerca dell’origine di questo frutto così allettante.

In effetti, è solo la clementina Igp delle Piana di Sibari che ha qualità organolettiche particolari, un sapore unico ed inconfondibile e l’assenza di semi. L’analogo prodotto spagnolo o magrebino, infatti, comincia ad essere commercializzato già da metà/ fine settembre, per durare anche fino a febbraio/marzo inoltrato.

Sono però i fattori ambientali e climatici di quello spicchio di Calabria, ma forse anche la limitatezza di produzione, che ne caratterizzano tale referenza.

 In genere, gli agrumi coltivati sono originari per la maggior parte da regioni tropicali. Il fatto che non hanno bisogno di basse temperature invernali e di alte temperature estive hanno riscontrato invece nella piana di Sibari il clima ideale per un ottima produzione.

La pianta del clementine è considerata un ibrido occidentale, tra il mandarino e l’arancio amaro, trovando la sua origine in Algeria intorno al 1890 nel convento-orfanotrofio di Misserghin, e dedicando il suo nome al direttore Padre Clemente.

 I fattori pedo climatici, che nel passato avevano trovato altrove positività, fanno della Piana di Sibari, l’habitat naturale delle pregiate “clementine”.

 La diffusione nel comprensorio di quest’agrume ha trovato riscontro anzitutto per la naturale predisposizione dei suoi terreni, dotati d’elementi silicei, ricchi di scheletro e con un fattore ph neutro.

 Anche dal punto di vista climatico esistono condizioni favorevoli, per la vicinanza dei monti e l’assenza della traiettoria dei venti, visto che il Pollino e la Sila circostanti rappresentano una naturale barriera contro alcuni dei più tradizionali nemici del clementino: il vento e la grandine. 

Il vento è fra i fattori climatici più sfavorevoli, in grado di provocare danni anche gravi alle piante, danneggiando gli impianti, con estese defogliazione, cascola dei fiori e dei frutti. Parimenti grave risulta l’azione dei venti caldi disseccanti come lo scirocco.Anche la grandine provoca danni diretti agli alberi ed ai frutti, con deprezzamento commerciale e maggiore incidenza dello scarto; inoltre, attraverso le ferite procurate, può aprire anche la via alla penetrazione di pericolose malattie. 

Tale barriera montana incide, ovviamente, anche sulla temperatura della zona, che condiziona la possibilità di coltivazione degli agrumi. La fase vegetativa degli agrumi inizia quando si raggiunge, di solito all’inizio della primavera, la temperatura di circa 12-13°C; la temperatura ideale per l’attività delle piante è compresa tra i 20e i 30°C. Il riposo invernale comincia con temperature inferiori ai 7°C, ma anche in estate si può avere il blocco della vegetazione nel caso la temperatura superi i 38°C: la differenza al freddo è diversa in funzione delle specie, le clementine è tra le cultivar più resistenti alle basse temperature.   

Come tutti gli agrumi, la clementina possiede un alto tasso di vitamina C, anti-stanchezza: 41 mg/100g. Due clementine (circa la metà del fabbisogno giornaliero di vitamina C) forniscono solamente 50 Kcal. Nessun rischio per la linea quindi: meglio non privarsene.

Tra l’altro, offre numerosi sali minerali, dei pigmenti che proteggono il sistema cardiovascolare e aumentano la resistenza dei capillari. La clementina è più zuccherata dell’arancia e del pompelmo poiché contiene meno acido citrico.Nulla di strano quindi se la clementina è gradita a tutte le età, in particolare quando si è molto piccoli (succhi all’inizio, a spicchi in seguito), e a maggior ragione per le sue fibre tenere facilmente digeribili. 

Il problema della filiera e del costo di trasporto è stato notevolmente risolto, invece, da alcuni siti di prodotti tipici calabresi, i quali hanno notevolmente accorciato il relativo iter, mediante un rapporto di intermediazione minimo: si è provveduto,cioè, a creare quasi un filo diretto produttore/consumatore mediato al minimo negli scambi, con conseguente abbattimento dei relativi costi. Tali portali, infatti, acquistano direttamente da agrumicoltori del luogo, giusto in proporzione ai quantitativi ordinati sulle vetrine virtuali, ed in breve tempo consegnano al consumatore finale, in quantitativi ottimali per le esigenze familiari (cassettine da 5 kg o da 18 kg). Nessun problema, poi, per la relativa conservazione del prodotto, visto che (…se l’agrume è veramente fresco!!) non abbisogna di conservazione in frigo, ma può comodamente esser mantenuto sul balcone di casa: tanto, le temperature del periodo lo consentono!!

Ott 23

 

 

patate-biologiche-silane.JPG

La Patata silana I.G.P.,  alimento tradizionalmente “povero” della nostra cucina, è un prodotto a forte caratterizzazione La La La Patata silana I.G.P.,  alimento tradizionalmente “povero” della nostra cucina, è un prodotto a forte territoriale ed il relativo riconoscimento I.G.P. dato dall’Unione europea ha avuto l’effetto di indirizzare i consumatori verso l’acquisto di alimenti tipici, fortemente legati ai territori di provenienza. La relativa tipologia biologica  (priva cioè di contaminazione dovuta all’uso di sostanze chimiche quali concimi e trattamenti antiparassitari) è disponibile nella varietà Agria anche su siti di prodotti tipici calabresi, per quantitativi sufficienti alle esigenze della famiglia Coltivata nel Parco nazionale della Sila, è un prodotto del tutto particolare perchè nasce ad oltre 1000 metri di altezza, nella zona di Camigliatello Silano e dintorni, e ciò le permette di avere forti connotazioni organiche e di essere l’unico prodotto di alta montagna del centro Mediterraneo. Ha la caratteristica di possedere una percentuale di amido superiore alla media, rendendola più saporita e nutriente di quella che ordinariamente si riesce a trovare in commercio. L’impianto del tubero delle patate avviene da Maggio a Giugno in buche profonde circa 10cm ad intervalli di 40 cm. su terreno precedentemente lavorato in superficie, nel rispetto della natura, con mezzi meccanici e con apporto di stallatico; viene contestualmente irrigata in modo naturale, senza forzature ed aggiunta di additivi ormonali e/o di fertilizzani chimici, rispettando in toto il ciclo biologico della pianta stessa. La relativa raccolta si effettua da Settembre ad Ottobre: dopodichè le patate vengono riposte al buio, per evitare che germoglino (da quelli che comunemente vengono chiamati “occhi” della patata) e/o creino eventuale elemento di tossicità: proprio come si usava una volta.La Sila è un altopiano posto ad una altitudine di oltre 1.200 m. s.l.m., cinto tutt’intorno da una catena montuosa completamente rimboschita, quasi a volerlo coronare e difendere dagli agenti esterni. Presenta aspetti paesaggistici unici ed invidiabili, un clima caratterizzato da primavere e da autunni piovosi, estati moderatamente temperate ed inverni rigidi, con una nevosità probabile da Novembre a tutto Marzo. “Polmone” della Calabria, è meta non solo dei calabresi, ma di quanti (siciliani e pugliesi) non hanno la fortuna di avere simili località montane nella loro regione: per tale motivo e per gli affascinanti paesaggi che questo meraviglioso lembo di terra propone, sembra di trovarsi in un angolo di Svizzera.


Sono tutte queste particolarità che rendono l’ambiente silano naturalmente predisposto e “vocato” alla pataticoltura in generale, e quelle da seme in particolare
La Patata silana I.G.P.,  alimento tradizionalmente “povero” della nostra cucina, è un prodotto a forte caratterizzazione