Prefazione a cura di ‘Andrea Monti’ La ricerca dei termini ‘internet’ e ‘reato’ sull’ultima versione disponibile dei data-base di giurisprudenza comunemente utilizzati dagli avvocati produce 31 sentenze emanate dalla Corte di cassazione penale. Dunque l’uso criminale della rete, stando a questa rapida ricerca, sarebbe sostanzialmente limitato a pornomani, giocatori d’azzardo, diffamatori e poco più. Con buona pace dei mezzi di informazione e dei ‘venditori di insicurezza’, non c’è traccia di criminalità organizzata, di terroristi e di organizzazioni ‘alla conquista del mondo’. Eppure, come insegnano i fatti di cui parla il libro che avete fra le mani in questo momento, l’utilizzo più tragicamente efficiente delle tecnologie della comunicazione non è consistito nella commissione di attacchi o di sabotaggi (un ‘undici settembre telematico’ non sarebbe certo passato inosservato), ma nello sfruttamento amplificato al massimo grado delle caratteristiche genetiche della rete: comunicare, organizzare, (dis)informare. I media tradizionali ‘rimbalzano’ qualsiasi straccio di rivendicazione che passa sui siti internet più improbabili. Amplificano il rumore di notizie inattendibili perchè ’si trovano in rete’ (come se il solo fatto di spedire una mail o pubblicare una pagina web abbia - di per sè - il ‘valore dell’ufficialità’). Gli apparati istituzionali prendono sul serio queste estemporaneità non tanto (voglio sperare) perché ci credono, ma perché oramai la ‘piazza’ crede che quella sia una verità quantomeno attendibile - ed è comodo che sia così. E in questo modo si contribuisce a rendere ancora più densa quella cortina fumogena dietro la quale i padroni del terrore operano, sostanzialmente, indisturbati. Fantapolitica? Esagerazioni polemiche? Forse, ma gli autori di Ombre asimmetriche - che non è, va detto, un libro ‘complottista’ dimostrano che non è così. Entrambi conoscono molto bene la rete, che frequentano da moltissimo tempo anche in quei ‘quartieri’ dove non sarebbe prudente avventurarsi da soli. Hanno accesso diretto al ‘mondo grigio’ dell’underground digitale al quale danno - e dal quale ricevono - il dovuto rispetto. Il che li mette nella invidiabile e privilegiata condizione di osservare senza mediazioni quello che accade nei posti più disparati del mondo - da un gratacielo di Kowloon ai sobborghi metropolitani della East Coast - e di sfruttare le caratteristiche genetiche della rete: osservare, organizzare, informare. E proprio questo - se si volesse sintetizzare in una frase il contenuto del libro - il messaggio che sembrano lasciare gli autori: knowledge is power, la conoscenza - quella vera - è potere. E la rete è lo strumento principale per combattere sullo stesso terreno i nemici che la usano per i loro scopi criminali. La cosa che emerge nel modo più chiaro, leggendo ‘Ombre asimmetriche’ è che - finalmente - qualcuno ha avuto il coraggio di riconoscere che non sono le tecnologie ma le persone che le usano a rappresentare opportunità o pericoli. E che se si continua ad affrontare il problema dell’uso illegale dei sistemi di comunicazione ‘prendendosela’ con la tecnologia invece che con i criminali, questi ultimi continueranno a ‘lavorare’ indisturbati. Allo stesso modo, sembrano poi dire gli autori, a che serve’ disprezzare’ pubblicamente l’underground digitale, quando poi - ‘privatamente’ - si fa tutto il contrario? Non sarebbe più efficiente, oltre che intellettualmente onesto, ammettere che in determinati settori ‘c’è bisogno di aiuto’ da parte di chi, giorno dopo giorno, è in prima linea sulla ‘frontiera elettronica’? La ‘metacategoria’ hacker, che secondo gli autori, non dovrebbe in realtà spaventare nessuno, diventa così una pietra di paragone, che definisce per ’sintesi sottrattiva’ chi ‘hacker’ non è ma - semplicemente - persegue fini eversivi o illeciti. Fabio Ghioni Man mano che il lettore si addentra fra le ‘ombre’ di cui parla questo libro, molte cose, paradossalmente, diventano chiare. Episodi del passato recente assumono una veste inusualmente diversa, e le notizie del presente diventano rivelatrici di un futuro prossimo inaspettato. Come nel caso della descrizione del FCS, il Future Combat System americano, talmente sofisticato e complesso da rischiare di trasformarsi da ‘arma finale’ in strumento di auto-annientamento dell’esercito più potente del mondo. O come nel caso della cronaca delle ‘guerre di spie’ che sono state combatutte intorno ad affari miliardari al di qua e al di la’ dell’oceano. O come, ancora, nell’analisi che gli autori fanno delle tecniche di indagine informatica che le forze di polizia dovrebbero adottare ma che, in realtà, praticamente ignorano. ‘Ombre asimmetriche’ - a dispetto del nome - evidenzia in modo esplicito un dato dal quale non si può seriamente prescindere quando si affronta il tema della sicurezza (non necessariamente solo) informatica: non esiste - come dicono gli esperti di marketing - un ‘terreno perfettamente piatto’. Al contrario, sempre di più gli scenari con i quali ci si confronta quotidianamente sono sfumati e confusi. E mostrano un terreno pieno di asperità e insidie in cui nello scontro fra un branco di ‘cani selvatici’ e un T-Rex non è detto che vinca quest’ultimo. Fabio Ghioni, editorialista, Fabio Ghioni saggista, Fabio Ghioni conferenziere, Fabio Ghioni consulente strategico, Fabio Ghioni top manager, Fabio Ghioni è riconosciuto come uno dei maggiori esperti mondiali di sicurezza. Nel corso della sua carriera affianca diversi organismi internazionali offrendo la propria esperienza nel campo della “sicurezza asimmetrica” per la protezione di infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale. In questo campo è consulente di Governi e Istituzioni.
Una cospirazione globale terribilmente possibile, una storia originale che non ha nulla da invidiare alla trilogia degli “Illuminati” di Robert Anton Wilson, o al miglior Roger Zelazny. La Nona Emanazione (Fabio Ghioni), in un crescendo di intrecci ed emozioni,fa nascere nel lettore il tremendo dubbio su cosa sia vero o fantastico nella storia narrata. Il protagonista, inconsapevolmente affiliato a un’organizzazione scientifica paramilitare e supersegreta, i Temporal Archives, accede ad antiche conoscenze scientifiche, generate in uno spazio-tempo dimenticato. Un originario sapere che attiverà la trasformazione genetica della sua anima, fino a dargli la completa Visione della realtà. Mistero e fatti reali s’intrecciano in una storia incalzante. Razze antiche e oscure rivelano le tracce di un possibile passato del nostro pianeta. Amori segreti e conflitti di dimensione epica si alternano in un intreccio ove fantasia, realtà e fantascienza divengono quasi indistinguibili e tremendamente plausibili. Fabio Ghioni, editorialista, Fabio Ghioni saggista, Fabio Ghioni conferenziere, Fabio Ghioni consulente strategico, Fabio Ghioni top manager, Fabio Ghioni è riconosciuto come uno dei maggiori esperti mondiali di sicurezza. Nel corso della sua carriera affianca diversi organismi internazionali offrendo la propria esperienza nel campo della “sicurezza asimmetrica” per la protezione di infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale. In questo campo è consulente di Governi e Istituzioni.
http://www.adeaedizioni.it/la_nona_emanazione.html
Sono online i nuovi Widget di Liquida che consentono a chiunque di mostrare sul proprio sito web i migliori contenuti dei blog italiani
Milano, 30 giugno 2009 - Da oggi su Liquida, il portale di informazione user generated del gruppo Banzai, è presente una nuova gamma di servizi: i Liquida Widget.
Questa nuova sezione consente a chiunque abbia un proprio blog o sito web di importare nelle proprie pagine i contenuti della blogosfera organizzati da Liquida.
Liquida analizza infatti ogni giorno oltre 10.000 post prodotti dagli oltre 14.000 blog selezionati. I contenuti vengono categorizzati e taggati semanticamente e resi disponibili al grande pubblico della Rete utilizzando l’intelligenza di un algoritmo di ricerca proprietario che analizza, oltre che la rilevanza del contenuto rispetto alla ricerca effettuata, anche la contemporaneità e, soprattutto, la qualità del medesimo. Grazie ai widget resi disponibili da Liquida questi contenuti sono ora facilmente esportabili per chiunque abbia un sito web.
I widget sono molto facili da impostare e inserire nel sito grazie alla tecnologia sviluppata da Liquida in collaborazione con Kipcast, la società italiana attiva nello sviluppo di tecnologie di analisi di contenuto e fornitrice della ricerca news del portale Virgilio.
Chi desidera mostrare un widget sul proprio sito web deve solamente inserire nel codice html delle proprie pagine un breve javascript fornito da Liquida.
I Widget resi a disposizione sono di quattro tipi. Widget post, per importare articoli prodotti dalla blogosfera, widget per importare foto o per importare video, e widget tag, per mostrare sul proprio sito in forma di tag cloud i temi più trattati nelle ultime ventiquattro ore dai blog italiani.
La caratteristica principale dei widget è che è possibile decidere i temi da mostrare selezionando le tag inerenti all’argomento che si vuole approfondire. E’ possibile scegliere fino a tre tag (parole chiave di ricerca) per ogni widget. Liquida aggiorna poi automaticamente i contenuti da mostrare nel widget ogni quindici minuti, proponendo i contenuti più freschi, pertinenti e di qualità.
I widget aggiungono così valore ai siti che li ospitano, perchè consentono di arricchire i contenuti prodotti dal sito stesso con i migliori post, foto e video pubblicati su argomenti affini dalla blogosfera italiana nello stesso periodo. Creano inoltre valore ai blog recensiti da Liquida che hanno l’opportunità di incrementare la loro visibilità e ricevere maggiore traffico. Infatti i contenuti mostrati nei widget sono in forma di titolo e breve abstract, e l’utente ha la possibilità di scoprire il contenuto originale completo visitando direttamente le pagine del blog che lo ha pubblicato.
“Con la messa online del servizio widget, Liquida fa un altro passo in avanti nel suo percorso per diventare uno strumento sempre più utile per diffondere e valorizzare i contenuti dei migliori blogger” - dichiara Andrea Santagata, fondatore di Liquida. “Con i widget si potranno creare dei veri a propri ring di contenuto affine per far scoprire ai visitatori altri blog, arricchendo così l’esperienza di navigazione degli utenti. Crediamo che questo possa essere un ulteriore passo per far comprendere quanto il contenuto user generated debba essere sempre più considerato come una forma complementare e nuova per informarsi e approfondire temi di interesse”.

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Liquida, il Portale di informazione user generated del Gruppo Banzai, valorizza e rende maggiormente fruibili i contenuti dei migliori blog italiani. Lanciato a agosto 2008, Liquida è oggi utilizzato da oltre 1,5 milioni di utenti della Rete, utenti che possono usufruire degli oltre 10.000 contenuti pubblicati ogni giorno dalle oltre 13.000 fonti blog selezionate da Liquida.
Banzai è un gruppo italiano attivo nel mercato Internet e focalizzato sui settori media, e-commerce e web services. Fondato nel 2006 da Paolo Ainio, uno dei pionieri dell’internet italiana, e Andrea Di Camillo, controlla ad oggi oltre 20 società. Con 7,8 milioni di Utenti Unici si classifica tra i primi player del web italiano, insieme a Telecom Italia, Wind e Gruppo RCS (dati Audiweb-Nielsen Online di marzo 2008).
Pubblicazione comunicati stampa internet
Maleva srl
www.maleva.it/marketing/
fabrizio.pivari (at) maleva.it
Il seminario organizzato dal Distretto EnergEtica sulle Energie Rinnovabili a Cuneo evidenzia forti possibilità di crescita per il fotovoltaico agricolo, le biomasse forestali ed il biogas.
Partecipazione ed interesse al di là delle aspettative, per l’incontro sulle Energie Rinnovabili e le Amministrazioni Locali, dello scorso 26 giugno 2009 presso la Provincia di Cuneo, organizzato da EnergEtica Onlus - Distretto Agronergetico Italia Nord Ovest. Il seminario fa parte di un programma di divulgazione e disseminazione delle conoscenze nell’ambito agroenergetico, che questa associazione sta attuando nei confronti delle amministrazioni locali e dei principali attori della filiera in tutto il territorio.
In un settore nuovo e in forte evoluzione, come quello delle agroenergie, vi è un forte bisogno di informazione imparziale e di conoscenze. In questo senso, il seminario di Cuneo può a buon diritto affermare di aver dato delle risposte e, in qualche misura, contribuito all’avanzamento di questo settore nel suo insieme.
Di grande interesse è stato il dibattito sulle politiche per le energie rinnovabili della Regione Piemonte, con particolare riferimento agli impianti fotovoltaici - chiara priorità agli impianti integrati - alle biomasse ed al biogas. Per questi impianti, sono state costruttivamente dibattute, con l’intervento dei principali attori istituzionali sul territorio, le tematiche relative alle emissioni e alle priorità che dovrebbero improntare un politica di incentivazione: attenzione al bilancio termico ed a quello ammoniacale, ma anche sostegno alla produzione di biometano, etc.
Molto efficace l’intervento di Lido Riba, presidente dell’ IPLA - Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente, che ha messo in luce l’elevato potenziale energetico ancora da sfruttare delle biomasse forestali della provincia, e del suo contributo sul conto economico complessivo del legname destinato ad impieghi industriali. Riba ha anche sottolineato il ruolo dei consorzi e delle comunità montane nel rendere gestibile la raccolta del legname, in presenza della elevatissima frammentazione della proprietà boschiva, e l’obiettivo di sviluppare piccole centrali diffuse.
La relazione di Giuliana D’Imporzano, del Dipartimento Produzione Vegetale dell’Università di Milano, ha invece evidenziato l’elevato potenziale energetico della frazione organica dei rifiuti solidi urbani(FORSU), una risorsa per il biogas, che è invece un problema per altre soluzioni di smaltimento, come l’incenerimento o la discarica. Oggi, si stima che soltanto il 6% del potenziale disponibile sia sfruttato per il biogas, un valore che potrebbe essere molto incrementato, per esempio, utilizzando la FORSU per produrre biogas con i fanghi di depurazione.
Il seminario ha inoltre presentato le migliori realizzazioni di aziende attive negli impianti di cogenerazione, biogas, gassificazione, fotovoltaico e solare termico, fino al concetto di impianto energetico combinato, alimentato a biogas, syngas e olio vegetale, presentato da Alessandro Arioli, dell’Università del Piemonte Orientale.
Tutte le presentazioni di Cuneo sono scaricabili, previa registrazione, dal sito del Distretto EnergEtica, all’indirizzo: www.distrettoenergetica.eu
Per ulteriori informazioni, contattare:
Piero Mattirolo
EnergEtica Onlus - Distretto Agroenergetico Italia Nord Ovest
Strada Savonesa 9
15057 Tortona AL
Tel. 0131 860900
Padova/Bologna, 1 aprile 2009 – Viega allarga il proprio programma di cassette di risciacquo con l’introduzione di Viega Mono Tec e Viega Mono Slim, moduli e cassette di soli 8 cm di profondità. Nonostante le dimensioni di montaggio ridotte, questi nuovi prodotti garantiscono prestazioni particolarmente convincenti. I moduli e le cassette Viega Mono Tec e Viega Mono Slim possono essere combinati con tutta la gamma di placche di comando della linea di design Viega, conferendo un accento particolare al bagno. Vengono presentate al mercato tre soluzioni perfette per ogni esigenza: la cassetta di risciacquo Viega Mono Slim WC con tubo di risciacquo preisolato, accorciabile e regolabile a posteriori in verticale; Viega Mono Tec WC e Viega Mono Tec Bidet con telaio di acciaio zincato con alloggiamento integrato per il fissaggio del WC alla parete nel primo caso e del bidet nel secondo. Come tutte le altre cassette Viega, anche le nuovo Viega Mono Tec e Viega Mono Slim, nonostante la profondità di montaggio ridotta, garantiscono un volume di risciacquo da 9 litri. Nella cassetta sono predefiniti 6 litri per i risciacqui totali e 3 litri per quelli parziali, ma possono essere impostati risciacqui totali da 6 a 9 litri e parziali da 3 a 4 litri. Collegamento idraulico completamente premontatoL’allacciamento idraulico avviene tramite un raccordo esterno di allacciamento da ½” con filetto femmina e un rubinetto di alimentazione interno, entrambi premontati. In tal modo la cassetta può restare chiusa durante il montaggio delle tubazioni. Qualora sia necessario allacciare la cassetta a una tubazione avente già un raccordo fisso, è possibile effettuare la giunzione serrando il raccordo femmina da ½” dall’esterno della cassetta. Importante: solo in tale caso è necessario smontare la valvola di alimentazione interna prima di procedere. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla valvola di scarico che è costituita da un corpo unico e può essere estratta in un’unica operazione. In fase di manutenzione, o in caso di necessità di regolazione dei volumi di scarico totali, è sufficiente estrarre un unico pezzo, senza pericolo che piccoli componenti possano cadere all’interno della cassetta. Design pluripremiatoGrazie allo sviluppo di tecniche innovative, il cliente può scegliere, all’interno della vasta gamma di placche di comando Visign, le proposte di design Viega e sperimentare il delicato funzionamento delle placche di comando equipaggiate con cavi Bowden. Attraverso l’azionamento mediante cavo Bowden è possibile, infatti, utilizzare la cassetta da 8 cm con tutta la gamma di placche di comando Viega Visign for More e Visign for Style. Il cavo Bowden, oltre a consentire un azionamento dolce e silenzioso, permette di realizzare placche dallo spessore estremamente ridotto, a garanzia di design e armonia con l’ambiente bagno. Le placche di comando Visign for Life sono equipaggiate dal tradizionale azionamento meccanico. L’AziendaDalla sua fondazione nell’anno 1899, Viega GmbH & Co. KG, Attendorn/Vestfalia, Germania, si è sviluppata ed è cresciuta sino a diventare un’azienda internazionale sempre sotto la guida della famiglia Viegener. Oggi, con circa 2.800 collaboratori, ha un’enorme influenza nel mondo delle installazioni sanitarie con una posizione leader nel mercato mondiale delle tecniche di pressatura. I 16.000 prodotti che compongono la gamma Viega vengono realizzati negli stabilimenti di Attendorn-Ennest/Vestfalia, Lennestadt-Elspe/Vestfalia, Großheringen/Turingia, McPherson/Kansas (USA) e rappresentano una varietà di offerta unica nel settore con standard di eccezionale qualità. Dal febbraio 2007 appartiene a Viega anche gabo Systemtechnik con sede a Niederwinkling, Baviera, produttore dalla comprovata esperienza di sistemi per superfici radianti. Accanto alla linea sistemi di tubazioni e linea raccorderia, Viega produce sistemi controparete, scarichi e sifoni che si coniugano perfettamente alle moderne esigenze del mondo del design. I prodotti Viega trovano applicazione negli impianti civili, industriali e navali. Viega esporta in oltre 70 Paesi in tutto il mondo ed è presente sul mercato internazionale prevalentemente con proprie organizzazioni di vendita.
Padova/Bologna, 1 aprile 2009 – Viega allarga il proprio programma di cassette di risciacquo con l’introduzione di Viega Mono Tec e Viega Mono Slim, moduli e cassette di soli 8 cm di profondità. Nonostante le dimensioni di montaggio ridotte, questi nuovi prodotti garantiscono prestazioni particolarmente convincenti. I moduli e le cassette Viega Mono Tec e Viega Mono Slim possono essere combinati con tutta la gamma di placche di comando della linea di design Viega, conferendo un accento particolare al bagno. Vengono presentate al mercato tre soluzioni perfette per ogni esigenza: la cassetta di risciacquo Viega Mono Slim WC con tubo di risciacquo preisolato, accorciabile e regolabile a posteriori in verticale; Viega Mono Tec WC e Viega Mono Tec Bidet con telaio di acciaio zincato con alloggiamento integrato per il fissaggio del WC alla parete nel primo caso e del bidet nel secondo. Come tutte le altre cassette Viega, anche le nuovo Viega Mono Tec e Viega Mono Slim, nonostante la profondità di montaggio ridotta, garantiscono un volume di risciacquo da 9 litri. Nella cassetta sono predefiniti 6 litri per i risciacqui totali e 3 litri per quelli parziali, ma possono essere impostati risciacqui totali da 6 a 9 litri e parziali da 3 a 4 litri. Collegamento idraulico completamente premontatoL’allacciamento idraulico avviene tramite un raccordo esterno di allacciamento da ½” con filetto femmina e un rubinetto di alimentazione interno, entrambi premontati. In tal modo la cassetta può restare chiusa durante il montaggio delle tubazioni. Qualora sia necessario allacciare la cassetta a una tubazione avente già un raccordo fisso, è possibile effettuare la giunzione serrando il raccordo femmina da ½” dall’esterno della cassetta. Importante: solo in tale caso è necessario smontare la valvola di alimentazione interna prima di procedere. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla valvola di scarico che è costituita da un corpo unico e può essere estratta in un’unica operazione. In fase di manutenzione, o in caso di necessità di regolazione dei volumi di scarico totali, è sufficiente estrarre un unico pezzo, senza pericolo che piccoli componenti possano cadere all’interno della cassetta. Design pluripremiatoGrazie allo sviluppo di tecniche innovative, il cliente può scegliere, all’interno della vasta gamma di placche di comando Visign, le proposte di design Viega e sperimentare il delicato funzionamento delle placche di comando equipaggiate con cavi Bowden. Attraverso l’azionamento mediante cavo Bowden è possibile, infatti, utilizzare la cassetta da 8 cm con tutta la gamma di placche di comando Viega Visign for More e Visign for Style. Il cavo Bowden, oltre a consentire un azionamento dolce e silenzioso, permette di realizzare placche dallo spessore estremamente ridotto, a garanzia di design e armonia con l’ambiente bagno. Le placche di comando Visign for Life sono equipaggiate dal tradizionale azionamento meccanico. L’Azienda dalla sua fondazione nell’anno 1899, Viega GmbH & Co. KG, Attendorn/Vestfalia, Germania, si è sviluppata ed è cresciuta sino a diventare un’azienda internazionale sempre sotto la guida della famiglia Viegener. Oggi, con circa 2.800 collaboratori, ha un’enorme influenza nel mondo delle installazioni sanitarie con una posizione leader nel mercato mondiale delle tecniche di pressatura. I 16.000 prodotti che compongono la gamma Viega vengono realizzati negli stabilimenti di Attendorn-Ennest/Vestfalia, Lennestadt-Elspe/Vestfalia, Großheringen/Turingia, McPherson/Kansas (USA) e rappresentano una varietà di offerta unica nel settore con standard di eccezionale qualità. Dal febbraio 2007 appartiene a Viega anche gabo Systemtechnik con sede a Niederwinkling, Baviera, produttore dalla comprovata esperienza di sistemi per superfici radianti. Accanto alla linea sistemi di tubazioni e linea raccorderia, Viega produce sistemi controparete, scarichi e sifoni che si coniugano perfettamente alle moderne esigenze del mondo del design. I prodotti Viega trovano applicazione negli impianti civili, industriali e navali. Viega esporta in oltre 70 Paesi in tutto il mondo ed è presente sul mercato internazionale prevalentemente con proprie organizzazioni di vendita.
La portata e le caratteristiche delle norme antifumo degli Stati membri sono però diverse

Finora dieci Stati membri dell’Unione europea prevedono una protezione generalizzata contro l’esposizione al fumo di tabacco. Nel contesto della politica antifumo, la Commissione europea ha adottato una proposta di raccomandazione del Consiglio che sollecita tutti gli Stati membri a varare, entro il 2012, strumenti legislativi per proteggere i loro cittadini dall’esposizione al fumo di tabacco. Il tabagismo rimane il maggiore fattore monocausale di decessi prematuri e malattie nell’Unione europea. Secondo stime peraltro caute 79 000 adulti, tra cui 19 000 non fumatori, sono morti nel 2002 nell’UE-25 a causa dell’esposizione al fumo di tabacco nelle loro case (72 000) e sul posto di lavoro (7 300).
Attualmente dieci paesi dell’UE dispongono di normative antifumo a carattere generale. Il Regno Unito e l’Irlanda hanno le disposizioni antifumo più rigorose e prevedono il divieto assoluto di fumare nei luoghi pubblici chiusi, sui trasporti pubblici e sul luogo di lavoro. La Bulgaria dovrebbe fare altrettanto nel 2010. Da una recente indagine Eurobarometro emerge che le politiche antifumo godono di una popolarità cre scente: l’84% degli europei è favorevole a uffici e altri posti di lavoro chiusi senza fumo, il 77% è a favore di ristoranti senza fumo e il 61% sostiene che i bar dovrebbero essere senza fumo.
La raccomandazione sollecita gli Stati membri ad agire su tre fronti principali : adottare e attuare, entro tre anni dall’adozione della raccomandazione, strumenti legislativi per proteggere appieno i loro cittadini dall’esposizione al fumo di tabacco nei luoghi pubblici chiusi, sul posto di lavoro e sui trasporti pubblici come indicato all’articolo 8 della Convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo; accrescere l’efficacia delle leggi antifumo mediante di misure di sostegno come quelle volte a proteggere i bambini, a incoraggiare gli sforzi per rinunciare al tabagismo e l’introduzione di pittogrammi di avvertimento sui pacchetti di sigarette e rafforzare la cooperazione a livello Ue istituendo una rete di centri di riferimento nazionali per la lotta al tabagismo.
Insediamenti di giovani agricoltori, sviluppo di imprese agricole e una agrituristica

In Liguria i primi pagamenti da parte dell’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura (Agea). I contributi rientrano negli investimenti dei Programmi di sviluppo rurale in Italia. e finora sono stati erogati 27 premi per l’insediamento di giovani agricoltori per un totale di circa 270 mila euro, 8 contributi per lo sviluppo di imprese agricole per circa 280 mila euro, e 1 contributo ad impresa agrituristica per circa 20 mila euro, per un importo totale di circa 570 mila euro. I pagamenti effettuati, a partire dal 26 giugno, riguardano esclusivamente 36 imprese agricole della Liguria.
Dopo i risultati conseguiti nel 2007 e nel 2008 la Liguria si conferma Regione virtuosa per quanto riguarda la gestione e i pagamenti relativi alle misure per investimenti degli agricoltori.
La Regione Liguria invita tutti i soggetti interessati a presentare agli enti competenti le domane di pagamento, che già da tempo possono essere istruite e liquidate senza ritardi.
Agea ha aperto anche uno sportello per la soluzione dei problemi di foto-interpretazioni del territorio, che ha permesso la soluzione di decine di migliaia di anomalie contenute nei fascicoli aziendali (costituiti dalle aziende agricole tramite i Centri di assistenza agricola), permettendo di sbloccare i pagamenti relativi alle misure a superficie del Psr ed altri importanti contributi destinate alle imprese agricole.
Tutte le informazioni relative al Programma di sviluppo rurale 2007-2013, ai bandi ed ai pagamenti erogati, sono disponibili sul sito dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria www.agriligurianet.it.
Zaia: continua il nostro lavoro a tutela del ricchissimo patrimonio agroalimentare italiano

Il gradimento, crescente, della Mela di Valtellina, prodotta in vari comuni della provincia di Sondrio, risale al secondo dopoguerra. Anche grazie al contributo delle varie cooperative ortofrutticole che, in collaborazione con istituti universitari specializzati nella melicoltura, hanno consolidato il “sistema melo” in Valtellina. Tre le varietà di frutti utilizzati per la produzione della “Mela di Valtellina”: Gala, Golden Delicious e Red Delicious. Il gradimento crescente di questi frutti presso i consumatori trova origine dal territorio di produzione: infatti lo sviluppo est-ovest della valle - situazione unica nei territori alpini a vocazione frutticola - assicura un’esposizione dei terreni a maggiore luminosità, fattore che contribuisce a donare ai frutti particolari caratteristiche di croccantezza, succosità e dolcezza. La conformazione orografica del territorio, che permette un’elevata qualità della radiazione luminosa, abbinata a una rilevante escursione termica giorno-notte, permette lo sviluppo ottimale della maturazione delle mele.
Annunciando la pubblicazione della domanda di registrazione del prodotto “Mela di Valtellina” Igp sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto) ha sottolineato che “continua il nostro lavoro a tutela del ricchissimo patrimonio agroalimentare italiano: anche la mela di Valtellina si avvia ad essere inserita nell’elenco delle indicazioni geografiche tutelate a livello comunitario”.
Il prestigio della melicoltura della Valtellina ha permesso anche di attrarre importanti investimenti: ne è esempio l’impianto plurirriguo del Consorzio Sponda Soliva, che gestisce l’irrigazione di 2000 ha, creato negli anni ‘70 e finanziato dai mutui gestiti dal fondo europeo Feoga.
Unasco: contro la crisi è necessaria una nuova collaborazione tra inustria e agricoltura

Anche per l’olio di oliva la tracciabilità è la carta vincente sui mercati internazionali dove chiedono di saperne l’origine. Lo ha spiegato il presidente della Unasco (Unione Nazionale Organizzazioni Coltivatori Olivicoli), Elia Fiorillo in occasione del programma di informazione e promozione dell’olio di oliva al Consolato generale d’Italia a New York ( la campagna di promozione triennale dell’olio extravergine di oliva, in Stati Uniti e Canada è finanziata con il contributo dell’Unione europea e dell’Italia - ndr). “Puntare sulla tracciabilità è il requisito fondamentale per fare il salto di qualità sui mercati internazionali - ha sottolieato Fiorillo - perché nei più importanti Paesi del mondo, sempre più consumatori considerano l’olio extravergine Made in Italy un prodotto alimentare fondamentale per la salute e, pertanto, vogliono conoscerne con precisione l’origine prima di acquistarlo. Per contrapporci al modello spagnolo - ha continuato il presidente - lanciamo l’idea di un nuova collaborazione tra industria e agricoltura, un modo nuovo da superare la crisi economica del settore. Si vuole andare oltre gli accordi di filiera. Il messaggio che vogliamo lanciare è chiaro: una nuova interazione tra industria e mondo agricolo, un patto di lealtà che noi vogliamo suggellare con gli industriali per produrre olio di oliva di alta qualità. In questo momento di crisi - ha concluso Fiorillo - è un modo per entrare nei mercati esteri con produzioni di alta qualità, in un segmento che ancora oggi ha risentito di meno dei venti della recessione”.
Presentato a Milano il 1° Rapporto di Assinform sul settore IT in Italia

E’ il econdo settore in Europa per numero d’imprese con poli di sviluppo Roma e Milano che lavorano su standard internazionali. Infatti, in linea con la tendenza europea, l’IT italiano è costituito per il 92,4% da attività di software, dal 3,6% di hardware e 4% di assistenza tecnica. Con 97mila imprese e 390mila addetti, l’Italia è seconda solo al Regno Unito che è il Paese europeo più sviluppato nel settore informatico, e supera Francia e Germania. Confermata la seconda posizione anche nel rapporto fra il numero di addetti al settore IT sulla popolazione totale.
I dati tratti dal 1° Rapporto di Assinform sul settore IT in Italia, mettono in luce che ci sono ben 40 medie imprese italiane di produzione di hardware che, con un fatturato di oltre 1.500 milioni di euro (dati 2006), si collocano al primo posto in Europa, superando i 1.300 milioni di euro generati dalle 46 medie imprese inglesi e lasciandosi molto dietro gli altri Paesi. Non solo, ci sono anche 640 medie e grandi imprese italiane di produzione software e servizi, dove si concentra quasi il 70% degli addetti al settore, con un fatturato di poco superiore ai 19 miliardi euro.
Quanto ai punti di criticità del settore emersi dallo studio, Ennio Lucarelli, presidente di Assinform (nella foto), ha indicato l’estrema frammentazione che, in linea con la tipicità della struttura produttiva nazionale, vede l’IT composto per il 94% da piccole imprese, dimensione limitativa dello sviluppo per un settore così esposto alla globalizzazione e sottoposto alla pressione costante del rapido cambiamento tecnologico. Lo confermano il basso margine operativo lordo, che necessariamente comporta una capacità ridotta da parte delle imprese IT italiane a investire in innovazione, che ci colloca ben al di sotto di Germania, del Regno Unito, della media UE 15 e dell’UE 27. La scarsa internazionalizzazione del settore e il deficit della sua bilancia commerciale che, sebbene esprima dal 2005 una tendenza a calare di circa il 18%, nel 2008 continua a registrare un saldo negativo pari a circa 5,1 miliardi di euro.
Campagnoli: quasi un grande contratto di solidarietà tra imprese e lavoratori

Per tutte le imprese artigiane dell’Emilia Romagna potrà essere utilizzata la cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga. Si tratta di strumenti dai quali sinora erano escluse: per le imprese, infatti, c’era unicamente la possibilità di ricorrere alla messa in mobilità dei lavoratori. Grazie all’accordo sottoscritto in Regione tra l’assessore alle Attività produttive Duccio Campagnoli (nella foto), i rappresentanti delle associazioni dell’artigianato e le Segreterie Cgil-Cisl-Uil dell’Emilia-Romagna, è possibile utilizzare lo strumento degli ammortizzatori sociali in deroga anche per i lavoratori dell’artigianato. “E’ molto importante - ha commentato Campagnoli - questa ulteriore conferma dell’impegno di responsabilità sociale e di concertazione ribadito da associazioni artigiane e sindacati, nonostante il perdurare della crisi. Con questi interventi, nei prossimi giorni daremo risposta a difficoltà che dal 1° gennaio hanno già riguardato oltre 1500 imprese e più di 6000 lavoratori - ha spiegato l’assessore regionale - con questi accordi diamo corso a soluzioni originali, mettendo a punto una specie di grande contratto di solidarietà per imprese e lavoratori, con una gestione degli orari utile a salvaguardare produttività delle imprese e occupazione”.
Le imprese che ricorreranno a sospensioni di attività continuative utilizzeranno gli altri strumenti già previsti dalla legislazione nazionale (indennità per i lavoratori per 90 giornate). L’accordo prevede sia la copertura delle riduzione di attività che si sono determinate già a partire dal 1° gennaio, sia degli “accordi di garanzia” sottoscritti da imprese artigiane (che avevano esaurito l’utilizzo delle 90 giornate di sospensione con integrazione al reddito per i lavoratori già prevista sin qui dalla legislazione nazionale) e organizzazioni sindacali per salvaguardare l’occupazione. Anche per questi casi verrà ora utilizzata la cassa integrazione.
Dai capitali che rientreranno dall’estero il Governo si aspetta un’aliquota del 5-8%

La norma sarà introdotta come emendamento al decreto legge approvato venerdì scorso in Consiglio dei ministri. Lo scudo fiscale, cioè l’operazione per per far rientrare in Italia i capitali all’estero, voluto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti (nella foto) è in attesa del parere delle Autorità europee per essere inserito nell’articolo 12 del decretone estivo con le nuove norme sul contrasto ai paradisi fiscali. L’articolo citato punta a prevenire e reprimere i fenomeni di illecito trasferimento da e verso l’estero da parte di persone fisiche, enti non commerciali e società semplici fiscalmente residenti in Italia. Lo scudo fiscale rientra nell’azione di contrasto contro i paradisi fiscali e il segreto bancario, sempre più necessaria in vista del dopo-crisi.
Altre volte il Governo ha adottato lo scudo fiscale (nel 2001 e 2003) ma questa volta si sta pensando a incentivare la misura: chi chi aderirà non sarà più punibile per vari reati tributari e societari evitando ogni accertamento successivo da parte del Fisco. In passato lo scudo ha fatto emergere circa 50 miliardi di euro con aliquota del 2,5% e un incasso di 2 miliardi di euro. Con questa terza manovra, il Governo si aspetta un’aliquota fra il 5-8% dai capitali che saranno riportati in Italia: infatti, la novità è che non basterà denunciare di avere dei capitali nascosti all’estero. Questo per avere un incasso maggiore, a detta del Governo che sta studiando altre clausole come il reinvestimento dei fondi nelle imprese o la sottoscrizione di titoli pubblici il cui ricavato sarebbe destinato al finanziamento dell’economia reale.
I capitali italiani all’estero dovrebbero ammontare a circa 550 miliardi di euro, di cui 300 nella sola Svizzera.
Da fine gennaio in radio “Perplesso”, il nuovo singolo di Nicolò Cavalchini. L’uscita di questo brano è stata anticipata da “Vorrei Mangiar la Nutella”, canzone rimasta per due settimane tra i singoli più scaricati dal web, fino a giungere alla top ten della classifica italiana.
..Quando Nicolò si siede dietro la tastiera, hai una certezza: tornerai a casa alle tre di notte con le caviglie a pezzi e un filo di voce appena. Ma con le canzoni ancora nelle orecchie e quella strana adrenalina che ti fa trovare pure le forze di saltare giù dal letto quando suona la sveglia.. così scriveva Il Giornale il 28 Novembre 2008 intitolando “ Storia di Successo: La favola virtuale di Nicolò Star della canzone on-line”.
Dopo “Vorrei Mangiar la Nutella”, canzone rimasta per due settimane tra i singoli più scaricati, fino a giungere alla top ten della classifica italiana, ecco arrivare il secondo singolo dal nome PERPLESSO.
“Perplesso” parla dello stato d’animo di un ragazzo incapace di chiudere una relazione con una ragazza che non lo appaga per nulla, e che lo tiene incatenato ad un rapporto un po’ malato e non sufficientemente ricambiato da soddisfare i suoi sentimenti reali e sinceri rendendolo appunto perplesso rispetto alla sua realtà.
Il ritmo allegro e incalzante rende questo tema, che viene affrontato in modo ironico, scanzonato e divertente.
All’ interno di Perplesso vi è un’ altra canzone, “Viaggi Parole”. Questa canzone ha come tema le stragi del Sabato sera, non è altro che una fotografia di un momento tragico, di come tra la vita e la morte si pensa diversamente.
BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Milanese. Ultimo di otto fratelli di una antica e tradizionale famiglia lombardo piemontese, si distingue per le sue attitudini musicali cominciando molto presto a scrivere testi e a comporre brani. Dotato di spiccata sensibilità artistica e passione, traduce in musica le esperienze della vita di un giovane dei nostri giorni. Si specializza alla Scuola di alto perfezionamento musicale di Saluzzo ed inizia la sua carriera professionale collaborando con i migliori musicisti. Come autore ha adattato il testo italiano del successo francese “T’es pas cap Pinocchio” prodotto da EMI Music, di cui ha curato parte dell’ album dal nome “Una grande festa” , e ha scritto la canzone “Ma chi me lo fa fa’” per Lu Colombo. Come corista partecipa a diverse trasmissioni sulle reti mediaset. Con De Agostini Editore ha realizzato le colonne sonore del DVD “I Misteri di Marte” e tuttora collabora con la società di produzione video Cinehollywood.
Nel 2004 realizza il progetto Entropia, un tour di serate live milanesi dove Nicolò accompagnato da musicisti di spicco come Mario Natale, Gino Zandona, Silvio Melloni , Marco Brioschi e molti altri, coinvolge il pubblico presente facendolo diventare parte attiva durante la serata; la band si trasforma in una specie di Juke box vivente e interpreta a suo modo, le canzoni che durante la serata vengono richieste dai presenti.
E’ nell’ottobre scorso che ha consacrato la sua carriera live con un concerto all’Alcatraz di Milano, che ha visto la partecipazione di oltre un migliaio di persone; Nicolò vanta un fan club con oltre mille iscritti; il suo è un pubblico che lo apprezza sia come cantautore che per la sua grande capacità di intrattenitore e di interprete di grandi successi della musica italiana.
http://www.nicolocavalchini.it
Ufficio stampa: EVENT SOUND PROMOTION
Il nuovo gratta e vinci online “Gratta Quiz” è sbarcato su Joyamo.it. Si tratta del gemello telematico del concorso Gratta Quiz, nato per aiutare la ricostruzione dell’Abruzzo colpito dal terremoto.
Il giocatore troverà sul biglietto quattro quiz con diverse risposte. La presenza della risposta corretta farà vincere il premio indicato sul tagliando.
La percentuale di biglietti vincenti sul totale è pari al 27,63%, ciò vuol dire che più di un biglietto su 4 assegna una vincita. Il primo premio è pari a 200.000 euro.
Altre notizie, come ad esempio il payout del concorso, sono a disposizione su Joyamo.it.
Sullo stesso sito è possibile giocare anche con ippica, poker, blackjack, scommesse e skill games, sia per soldi veri che per solo divertimento.
Originalità e gusto per un prodotto tipico delle terre calabresi.
E’ risaputo che la Calabria sforna tante originalità enogastronomiche provenienti dalla sua esclusiva tradizione culinaria, proposti sul mercato attraverso evoluti sistemi di commercio e/o portali di prodotti tipici, raggiungendo una capillare diffusione su tutto il territorio nazionale ed oltre. Sarebbe infatti superfluo ricordare il gusto unico dei salumi della regione (la nduja, soprattutto), la schiettezza degli agrumi (le rinomate clementine della Piana di Sibari), l’eccezionale sapore della cipolla di Tropea, e tutti i vari prodotti derivati da queste peculiarità. 
La liquirizia rappresenta una delle particolarità del territorio, considerando che la relativa pianta (Glycyrrhiza glabra) è nota ed impiegata in zona da molti secoli e – secondo quanto afferma l’autorevole Enciclopedia Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”. Si tratta in particolare di una radice che nasce spontaneamente, dal gusto sorprendente e dalle innumerevoli proprietà benefiche.
Dal relativo succo estratto si ricavano dei confettini neri e lucidi che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella nostra vita.
Il gusto eccezionale di questo prodotto e la sperimentazione di aziende locali, volta a trovare usi alternativi alla materia prima sì da dimostrarne tutta la versatilità nell’uso, ha fatto sì che, particolarmente in questi ultimi anni, il prodotto avesse un utilizzo sempre più insolito e variegato.
Fu così che qualche lungimirante azienda ha provveduto a proporre la marmellata di liquirizia, anche se forse un po’ impropriamente si è attribuito tale denominazione, visto che per legge le marmellate sono solo di frutta, e considerando che una delle basi essenziali di questo composto è costituito, per l’appunto, dalla liquirizia: forse più opportunamente si sarebbe dovuto parlare di confettura di liquirizia. In merito agli ingredienti utilizzati, infatti, si tratta di una preparazione a base di confettura di mele aromatizzata con polvere di liquirizia tassativamente calabrese, zucchero e null’altro. Dunque un prodotto totalmente naturale, senza conservanti e/o coloranti, così come il mercato dei prodotti genuini ed artigianali tassativamente impone e richiede. Ragione per la quale può, a giusta ragione, annoverarsi tra le specialità selezionate dall’ ACCADEMIA ITALIANA DEL PEPERONCINO.
La sensazione gustativa iniziale che si riceve è quella di una massa corposa che svela, in quantità, l’aromaticità della liquirizia. La dolcezza della confettura viene esaltata dalla “freschezza” che evolve in bocca e che lascia un retrogusto unico al palato e alle papille. E’ ovvio che questa specialità alimentare può normalmente gustarsi in quanto marmellata, dunque come prodotto energetico da prima colazione, spalmata naturalmente su fette biscottate o crostini.
Tuttavia, la confettura di liquirizia dimostra tutta la sua originalità allorquando la si utilizza in maniera alternativa in cucina, così come suggerito nelle schede tecniche delle aziende che propongono il prodotto in rete. In fin dei conti è quanto si esige dalle originalità culinarie: stupire con delle preparazioni uniche, che sovvertano il ritmo frenetico del pranzo veloce di ogni giorno, magari rubato in tutta fretta durante una pausa lavoro. 
Si appalesa, infatti, tutta la sua “sciccosità” gastronomica ove accompagni formaggi cremosi con componenti acidule e strutture compatte. La crescenza, lo stracchino o anche la ricotta possono esserne l’esempio più calzante, anche facendo riferimento al bel rapporto cromatico scuro/candido, per dei fine pasto originali ed eccellenti. Qui il contrasto dolce/salato servirà a concludere in maniera eccezionale ogni pranzo, garantendo sicuro successo accordato da tutti i commensali. 
O, ancora, spalmandola o utilizzandola come farcitura per una semplice torta al cacao con copertura di cioccolato o zucchero a velo, appalesando l’ eccezionale accordo cioccolato/liquirizia, un tocco di esclusività che non passerà inosservato, anzi sarà di certo apprezzato da grandi e piccini.
Se tutto ciò serve a stuzzicare la vostra golosità, val la pena sperimentare la marmellata o confettura di liquirizia.