Cominciamo il viaggio alla scoperta dei luoghi del Salento e in particolare di due castelli salentini costruiti a difesa delle città. Partiamo dal versante ionico e visitiamo Gallipoli, città conosciuta come la Perla dello Ionio. Il suo nome “Kalé Polis” significa “città bella”, città marinara ricolma di arte e storia. Arrivandoci non si può non rimanere affascinati e innamorarsi di questa città marinara ricolma d’arte e storia. Ha una forma stranissima: una piccola isola racchiude la città vecchia e un ponte, con dodici arcate in muratura, la congiunge alla terraferma.Il nucleo antico è un reticolato di viuzze tortuose, contornato da una strada che corre lungo le mura di cinta.La leggenda vuole che la città sia stata costruita da Idometeo tornando dalla guerra di Troia.La storia della città è invece molto più complessa. Le versioni sulle origini sono varie, ma l’ipotesi più attendibile è che la città fu fondata dai Messapi. Dopo essere stata sotto il dominio di Roma passò sotto il dominio di Bisanzio subendo diversi attacchi dai Saraceni.L’influenza islamica si respira ancora oggi per le stradine strette della città vecchia con le case in chiaro stile mediterraneo: case addossate l’un l’altra e intonacate con calce bianca.Il Castello di Gallipoli è stato costruito durante il dominio Angioino, risale al XIII secolo e modificato e ristrutturato fino al XVII secolo. E’ collocato a difesa della città, totalmente circondato dal mare ed è sito a levante della città ed è considerato uno degli ormai rarissimi Castelli ad essere bagnato direttamente dal mare e la sua costruzione evidenzia l’altissima e ardita tecnologia ingegneristica.Attualmente il Castello è sede del Comando della Guardia di Finanza, mentre il Rivellino è adibito ad arena estiva per cinema. Otranto, la città più a Est d’Italia e una tra le più nobili città salentine. E’ diventata oggi una meta turistica esculsiva molto richiesta, sia per la bellezza del suo mare, della sua città vecchia che ha mantenuto intatto il suo impianto medievale, trasmettendo questa atmosfera a chi passeggia per le stradine, sia per le bellezze naturalistiche dei luoghi intorno alla città.Situata tra la valle dell’Idro e l’Adriatico, fu per molti secoli il centro politico, culturale e commerciale del Salento. Le sue origini e il suo nome risalgono alla prima colonizzazione magno-greca, che fece di questa città, la più orientale d’Italia, il ponte di unione tra l’Oriente e l’Occidente mediterraneo. Prima che i Turchi la radessero al suolo (1480), Otranto svolse un ruolo di primaria importanza nella storia del Mezzogiorno italiano, specialmente durante il Medioevo e le Crociate e nei lunghi periodi di lotta tra papato e impero, tra i Bizantini, Goti e Longobardi e poi in età normanna (è testimone la grandiosa Cattedrale terminata nel 1088), sveva, angioina fino all’avvento degli aragonesi.Il Castello Aragonese di Otranto, conosciuto meglio come Forte a mare, realizzato a difesa della città dagli invasori provenienti dal mare, sull’isola antistante il porto, nel 1491 da Ferdinando I d’Aragona. E’ costituito da due parti: il Castello Rosso, così chiamato per il caratteristico colore dei suoi mattoni ricavati dalla pietra dell’isola, ed il Forte, adibito ad alloggio delle guarnigioni e costruito successivamente. Il castello di Otranto è rivolto verso il mare ed occupa la parte est della città. Le due torri sono munite di cannoniere, sulla parete della torre a destra è posto uno stemma in pietra leccese che appartiene al duca di Ossuna, Don Pietro Giron, viceré di Napoli dal 1581 al 1586, misura 21 metri di diametro e 14 metri di altezza. Il piazzale superiore del castello, alto 16 metri, è munito di cannoniere e merlone. Grazie al puntone che consentiva la creazione di piazzali più vasti, l’installazione di armi era più numerosa ed efficace per un aumento della linea di fuoco.Il cortile interno si presenta in modo particolare grazie alla pianta quadrangolare dove è possibile raggiungere un ballatoio che circonda internamente tutto il cortile, usando una scala a cielo aperto. Protetto da un fossato, da tre torrioni cilindrici angolari e un affilato bastione a lancia, aggiunto con i baluardi esterni nel 1578, che si affaccia sul lato del mare. In cima al muraglione sono posti due stemmi: uno appartiene a don Antonio de Mendoza e l’altro a don Pietro di Toledo uguale a quello situato sul portone d’ingresso del castello. Sul portale d’ingresso campeggia il grande stemma di Carlo V. Per chi volesse trascorrere le proprie vacanze nel Salento consigliamo di approfittate anche dei periodi di bassa stagione per prenotare le vostre vacanze, risparmierete fino al 30%. Troverete sistemazioni in alloggi di ogni tipo, comodi ed accoglienti B&B, che offrono camere con bagno e prima colazione inclusa, particolarmente accoglienti. Se poi volete risparmiare, avendo allo stesso tempo una sistemazione confortevole, considerate di scegliere anche nei limitrofi. Le soluzioni sono tantissime, dai tanti affittacamere a Gallipoli, Otranto, Leuca ai tanti Hotel.
Archivio di aprile, 2009
I Vincitori del 1° Concorso “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”
30 aprile, 2009
accordieDISACCORDI
Il 1° concorso del cortometraggio “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”, ideato dallo psichiatra e critico cinematografico Ignazio Senatore ed organizzato con il festival cinematografico estivo “accordi @ DISACCORDI”, ha chiuso i battenti, registrando un largo consenso di pubblico. Il regista Roberto Faenza, presidente della giuria e Mario Franco, Teresa Mancini, Diego Nuzzo, Pietro Pizzimento ed Ignazio Senatore, gli altri componenti della giuria, hanno premiato come miglior cortometraggio “Ci vediamo presto” di Raffaele Manco, come migliore regia “Forme” di Stefano Viali, come migliore sceneggiatura “Apparenze” di Iole Masucci, come migliore attore e migliore attrice Elio Aldrighetti e Jacqueline Flous de “La pistola” di Enrico Ranzanici. Menzione speciale a “Maradona Baby” di Nino Sabella. Al termine della manifestazione il regista Roberto Faenza ha rilasciato questa dichiarazione: Da “cultore della materia”, afferma raggiante, non potevo mancare all’appuntamento della rassegna dal titolo suggestivo: “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”. Ho cominciato a frequentare la psicoanalisi da studente, quando Norberto Bobbio mi affidò una tesi sulla guerra in Freud e da allora ho sempre provato il fascino di un mondo ignoto e misterioso. Anche nei miei film le figure degli analisti sono abbastanza ricorrenti. Nella mia prima regia, Escalation, del 1968, il giovane protagonista assassinava la moglie “psicotecnica”, rea di averlo ingannato per integrarlo nella società capitalista. Per non parlare di Prendimi l’anima, del 2004, alla cui realizzazione ho lavorato per oltre vent’anni, avendo iniziato a occuparmene sin da quando fu reso pubblico il carteggio tra Jung e la sua “paziente” Sabina Spielrein. Proprio per questa attrazione verso i misteri dell’anima, mi incuriosisce l’idea di visionare i cortometraggi proposti nella rassegna. Già il fatto che siano arrivati in numero così abbondante è “sintomo” di un interesse che non concerne il solo mondo del cinema e dei filmaker, ma soprattutto l’universo reale e il crescente disagio del nostro vivere quotidiano.” La cerimonia di premiazione dei corti si è svolta al Penguin Café di Napoli.
Info:
http://www.cinemaepsicoanalisi.com
http://www.accordiedisaccordi.com
Buste in carta by Zetatre – Shopping Philosophy
30 aprile, 2009
ZETATRE
Zetatre S.r.l. nasce nel Gennaio del 2006, in una situazione di mercato complessa. Nonostante ciò, diventa in pochissimo tempo una delle aziende leader del mercato.
Disponibile il software Unico Società di Persone 2009
30 aprile, 2009
guidogbs 
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